Adenomi Ipofisari

Adenomi Ipofisari

L’adenoma ipofisario è un tumore benigno che si sviluppa dall’ipofisi, ghiandola situata alla base del cranio.

Pur essendo di dimensioni ridotte, questa ghiandola svolge un ruolo fondamentale nel collegare le attività del cervello con il sistema endocrino, per la produzione di importanti ormoni.

Cos’è l’adenoma ipofisario?

Ipofisi

Il termine adenoma indica la natura benigna di questo tumore, che si sviluppa a partire dalle cellule ipofisarie.

Essi possono essere divisi in due categorie principali:

  • adenomi ipofisari secernenti;
  • adenomi ipofisari non secernenti.

Questa distinzione è dettata dalla capacità dell’adenoma di produrre o meno ormoni in eccesso.

Adenomi ipofisari secernenti

Gli adenomi ipofisari secernenti sono caratterizzati dalla produzione eccessiva di ormoni specifici.

Questi tumori possono essere classificati in base al tipo di ormone che producono, ovvero:

  • prolattina;
  • ormone della crescita o GH;
  • corticotropina o ACTH;
  • tireotropina o TSH.

Sintomi dell’adenoma ipofisario secernente

Adenomi Ipofisari Secernenti

Ogni tipo di adenoma secernente può causare sintomi specifici, in base all’eccesso di ormoni prodotti:

  • un adenoma secernente prolattina può portare a irregolarità del ciclo mestruale nelle donne e disfunzione erettile, infertilità o perdita del desiderio sessuale negli uomini;
  • un adenoma secernente ormone della crescita può causare gigantismo nei bambini o acromegalia negli adulti;
  • un’aumentata produzione di ACTH può causare la sindrome di Cushing, con sintomi come affaticamento, aumento di peso, ipertensione e spessore della pelle diminuito;
  • un’aumentata produzione di TSH mostra i sintomi dell’ipertiroidismo, come battito cardiaco accelerato, tremori, ansia, insonnia e perdita di peso.

Nei casi più gravi, l’adenoma può danneggiare e compromettere l’integrità della ghiandola ipofisaria, provocando uno squilibrio ormonale significativo e influenzando il funzionamento di altre ghiandole bersaglio.

Adenomi ipofisari non secernenti

Gli adenomi ipofisari non secernenti, come suggerisce il nome, non producono quantità eccessive di ormoni. Possono tuttavia causare sintomi dovuti alla loro crescita e alla compressione di altre strutture cerebrali, come i nervi cranici e le zone circostanti.

Sintomi dell’adenoma ipofisario non secernente

Sintomi dell'adenoma ipofisario non secernente

A seconda della loro dimensione e posizione, gli adenomi non secernenti possono provocare sintomi come:

  • mal di testa;
  • disturbi visivi;
  • affaticamento;
  • alterazioni delle funzioni ormonali (es.: alterazioni del ciclo mestruale nelle donne e riduzione della funzione sessuale negli uomini);
  • altri problemi neurologici.

Sintomi neurologici dell’adenoma ipofisario

Sintomi dell'adenoma ipofisario

Poiché l’ipofisi è situata in una regione delicata del cranio, la crescita di un adenoma può causare sintomi neurologici significativi.

I tumori di dimensioni considerevoli possono comprimere i nervi ottici, provocando problemi visivi, come:

  • riduzione del campo visivo;
  • visione offuscata.

Inoltre, l’aumento della pressione intracranica può causare:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • vomito;
  • altri disturbi neurologici.

Diagnosi

La diagnosi dell’adenoma ipofisario può essere complessa e richiede un’attenta valutazione clinica. Dopo una dettagliata anamnesi e un esame fisico, vengono effettuati esami del sangue per valutare i livelli ormonali e rilevare eventuali alterazioni.

L’imaging cerebrale, come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM), consente di visualizzare la presenza e le dimensioni del tumore.

Cura dell’adenoma ipofisario

Il trattamento dell’adenoma ipofisario può essere diversificato e dipende da vari fattori, come:

  • la dimensione e l’aggressività del tumore;
  • l’età del paziente;
  • la presenza di sintomi.

Le opzioni di trattamento includono la terapia farmacologica, la radioterapia e la chirurgia.

Il trattamento di scelta in genere è la chirurgia, soprattutto nei casi in cui il tumore è di dimensioni rilevanti o provoca sintomi significativi.

La chirurgia può essere eseguita attraverso l’approccio trans-naso-sfenoidale, minimizzando i rischi e accelerando il recupero.

Terapia farmacologica

Adenomi ipofisari secernenti: terapia farmacologica

Nei casi di adenomi secernenti prolattina, la terapia farmacologica può essere preferita rispetto alla chirurgia.

La bromocriptina e la cabergolina rappresentano i farmaci di elezione per il trattamento di questa tipologia di adenoma.

Agendo come agonisti della dopamina, questi medicinali mirano a ridurre la secrezione dell’ormone in questione: si osserva un beneficio significativo nell’alleviare i sintomi e, in diverse occasioni, si riscontra una riduzione delle dimensioni della massa tumorale.

Asportazione dell’adenoma ipofisario

Adenoma ipofisario nell'osso sfenoide

In molti casi la terapia medica o la radioterapia non sono indicate per il trattamento degli adenomi ipofisari.

In particolare se l’adenoma esercita una compressioni sulle strutture nervose e se non si tratta di un Prolattinoma, la chirurgia rappresenta la prima e migliore arma per il trattamento

L’asportazione dell’adenoma ipofisario può essere eseguita attraverso l’approccio trans-naso-sfenoidale, tecnica che permette di raggiungere la ghiandola ipofisaria attraverso le narici e lo sfenoide, senza dover aprire il cranio, utilizzando un endoscopio (ovvero una telecamera molto sofisticata che permette di lavorare in piccoli spazi attraverso il naso).

Questa metodologia offre numerosi vantaggi, tra cui:

  • una minor invasività;
  • un recupero più rapido;
  • ridotti rischi di complicazioni.

Durante l’operazione, il chirurgo asporta il tumore in modo da preservare il più possibile la funzionalità della ghiandola ipofisaria e minimizzare l’impatto sul sistema endocrino.

In alcuni casi, l’asportazione completa dell’adenoma può essere raggiunta, ma in situazioni in cui il tumore è di grandi dimensioni o si trova in una posizione complicata, potrebbe essere necessario effettuare una rimozione parziale che si può completare con la radiochirurgia (CyberKnife o GammaKnife).

Convalescenza dopo l’intervento

Dopo l’intervento per l’adenoma ipofisario, il paziente viene monitorato attentamente dal personale medico per valutare il corretto funzionamento della ghiandola ipofisaria e la produzione degli ormoni essenziali.

Alcuni pazienti potrebbero dover assumere farmaci per sostituire gli ormoni non più prodotti in maniera adeguata dall’ipofisi, garantendo così il mantenimento dell’equilibrio ormonale nell’organismo.

Il tempo di recupero può variare in base alla complessità dell’intervento e alle caratteristiche specifiche del paziente, ma in generale, con le moderne tecniche chirurgiche, è possibile avere un recupero relativamente veloce. In molti casi il paziente si mobilizza il giorno successivo l’intervento ed è dimesso pochi giorni dopo. Il recupero ormonale è veloce ed è compreso fra le 2 e le 4 settimane.

Radioterapia

La radioterapia rappresenta una valida opzione terapeutica per gli adenomi ipofisari quando altre modalità di trattamento non hanno raggiunto i risultati desiderati. Rappresenta, quindi, una modalità di “completamento” o di “rifinitura” del trattamento.

Con l’avanzamento delle tecniche di “imaging” e “targeting”, la radioterapia offre la promessa di ridurre gli effetti collaterali e migliorare l’efficacia del trattamento.

La radiochirurgia (CyberKnife o GammaKnife) consente di somministrare una dose elevata di raggi con estrema precisione, minimizzando i danni alle strutture circostanti.

Allo stesso tempo, la radioterapia frazionata prevede dosi più piccole di raggi somministrate quotidianamente, adatta a trattare lesioni di maggiori dimensioni o vicine a organi critici.

Nonostante i progressi, per controllare efficacemente la produzione ormonale può essere necessario un tempo dopo il trattamento radiante.

Team multisciplinare “Pituitary Board”

Il nostro centro si avvale di un approccio multidisciplinare per la gestione di queste patologie, avendo strutturato già da molti anni un team dedicato costituito da Neurochirurghi, Otorinolaringoiatri, Endocrinologi, Neuroradiologi, Patologi, Medici Nucleari e Radioterapisti, con competenze specifiche nel campo dei tumori della regione ipotalamo-ipofisaria. 

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prof. Alessandro Olivi

Prof. Alessandro Olivi

Alessandro Olivi, medico e chirurgo, specialista neurochirurgo è direttore dell'Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia e direttore del Dipartimento Neuroscienze, Organi di Senso e Torace del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS di Roma.
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